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Storia
di Fontanellato
 Nonostante
gli interventi di ristrutturazione successiva - specie sotto l’aspetto della
modificazione della decorazione delle facciate - la forma urbis del
paese ha indubbiamente un carattere conservativo, e documenta gli ampliamenti
che il centro dovette subire nel XVI secolo specialmente, in concomitanza
con le ristrutturazioni della Rocca.
Del resto fu sempre cura dei Sanvitale conservare la tipologia urbana esistente,
come dimostra una grida del 12 marzo 1606 del conte Alfonso Sanvitale che
impone di non abbattere alcun edificio.
Della fine del secolo XVII e dell’inizio del XVIII è la pianta di Fontanellato
inserita nella raccolta di disegni nota sotto il nome di Alessandro Spaccio
(più che un disegnatore, un collezionista di rilievi planimetrici), conservata
nella biblioteca Palatina di Parma (ms. parmense 3711), che mostra l’insediamento
urbano svilupparsi a quadrato intorno al perimetro della Rocca.
Il castello infatti è il vero centro motore dell’urbanistica di Fontanellato,
posto com’è nella posizione più elevata, con la corona di portici e di edifici
che delimitano l’ampia piazza irregolare.
Fontanellato
e l’ambiente padano
 Fontanellato
è posto nella pianura padana, a 100 km da Milano e a 100 km da Bologna,
tra i torrenti Taro e Stirone.
La flora e la fauna di Fontanellato sono quelle tipiche della bassa. Dominano
le coltivazioni apportate dalle trasformazioni, soprattutto recenti, delle
colture agricole estensive di grano, mais e prodotti per l’industria conserviera.
Caratteristici habitat di particolari specie vegetali rimangono però ancora
presso le risorgive, sorgenti naturali che emergono dal terreno e che determinano
la creazione di microclimi. Tipica la produzione lattiero-casearia con il
formaggio parmigiano-reggiano, noto per la sua qualità. |