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- Parmigianino: La metamorfosi
Allestimento didattico
Alla
conclusione del restauro della saletta affrescata da Parmigianino, riaperta
al pubblico alla fine del mese di maggio 1998, si è voluto predisporre
un 'allestimento didattico permanente, preparatorio alla visita degli
affreschi.
L'allestimento didattico, costituito da pannelli di testo e immagini montati
su una struttura appositamente progettata, ha tra le proprie finalità
prioritarie quella di evitare soste prolungate all'interno del piccolo
vano contenente il capolavoro del Parmigianino. L'illustrazione della
sala si arricchisce di ulteriori argomenti: sull'autore e i committenti,
sulla storia conservativa, il restauro e le tecniche, oltre al rinvio
alle altre opere dell'artista in Parma e nel Parmense.
La disposizione dei pannelli corrisponde a tre sezioni tematiche.
La prima riguarda l'artista
e i committenti. Essenziali cenni biografici relativi a Francesco
Mazzola, detto il Parmigianino, comprendono riferimenti alle sue opere
più importanti e agli affreschi di Correggio nella Camera di San Paolo
a Parma, antecedente necessario all'opera di Parmigianino a Fontanellato.
Alcuni autoritratti accompagnano il testo. Anche per Galeazzo Sanvitale
e Paola Gonzaga, signori di Fontanellato, vengono offerti alcuni cenni
biografici accanto alla riproduzione di opere che li raffigurano: dipinti
e disegni.
La seconda sezione, vero e proprio nucleo dell'esposizione,
oltre a riprodurre l'affresco con la "fabula"
di Diana e Atteone (cosa che consente - lo si vuole ripetere - di illustrare
o discutere di quegli aspetti dell'opera che non hanno bisogno di una
contemporanea visione dell'originale), propone la riproduzione di studi
e disegni preparatori accanto ad un testo che li commenta e prosegue descrivendo
il soggetto raffigurato e riportando alcune significative ipotesi di lettura.
La terza sezione riguarda la
storia conservativa dell'affresco di Fontanellato, sinteticamente
descritta e accompagnata da immagini di opere eseguite da Felice Boselli
e Antonio Bresciani, a cui si aggiunge la parte relativa al recente restauro.
Quest'ultima parte comprende la descrizione della tecnica esecutiva, dei
fattori di degrado ed, infine, dell'intervento di restauro.
Il restauro degli affreschi è stato eseguito dall'Opificio delle Pietre
Dure di Firenze, con il contributo finanziario dell'Istituto Beni Culturali
della Regione Emilia-Romagna e con la collaborazione scientifica della
Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza.
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