La Rocca Sanvitale

Il visitatore viene scoprendo quasi all’improvviso la Rocca di Fontanellato, percorrendo strette strade di impianto medioevale, dove si aprono minute botteghe sotto bassi portici dagli architravi in legno e dalle rustiche pilastrature. E appena s’intravvede l’isolato e solitario castello lo spazio, che prima appariva angusto e tortuoso sembra dilatarsi, espandersi in una vastità difficile da misurare. La Rocca, circondata da una grande fossato - "peschiera" non casualmente è detto nei documenti antichi - si presenta con un’eleganza aristocratica singolare, che la rende inconfondibile nel pur vario e ricco panorama di castelli, che dal Po alla montagna, punteggiano il territorio di Parma.
Castello che non ha perso nulla del fascino che gli deriva dall’esser stato una costruzione di difesa militare nei tempi ferrigni ed aspri del medioevo. La cinta esterna venne eretta, a partire dal torrione quadrato posto a nord - che in origine era molto più alto - probabilmente dopo il 1386 e completata su pianta quadrata prima della metà del ‘400.
Una corretta rilettura dell’edificio oggi è difficile, anche se, nel cortile, diverse sono le tracce di aperture e chiusure. Originaria, seppur restaurata, la quattrocentesca scala a volte che conduce alla loggia superiore, così come originario è il porticato che al piano terra si sviluppa sul lato nord-est.
Le finestre ogivali che si aprono su tre lati del cortile sono di gusto tardogotico.

Corte della Rocca La corte, se ricorda ancora la fortificazione, ha tuttavia nell’uso elegante del cotto, nella ricercatezza del doppio loggiato, una certa grazia signorile. Così tutta la Rocca di Fontanellato unisce il senso di forza e di compatta solidità propria delle costruzioni militari con una grazia, un po’ acerba, ma evidente, proprie di un’età signorile, che veniva scoprendo l’umanesimo e con esso i piaceri dell’intelligenza e del vivere.

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